Coltivazione e spaccio di marijuana, 12 arresti

2' di lettura 14/06/2022 - Eseguite dalla guardia di finanza 16 misure cautelari tra Gioia Tauro, Rosarno e Palmi

I finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, con l’ausilio di unità cinofile e la collaborazione delle Fiamme Gialle di Livorno, Olbia, e della Sezione Aerea di Lamezia Terme, hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari emessa dal gip del Tribunale di Palmi nei confronti di 16 soggetti per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Dodici persone sono state arrestate e condotte in carcere, per le altre quattro è stato disposto il divieto di dimora. Si tratta di dieci italiani, un liberiano, un senegalese e quattro ghanesi, residenti a Gioia Tauro, Rosarno e Palmi. Ai 16 indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di produzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, combustione illecita di rifiuti pericolosi, resistenza a pubblico ufficiale, evasione e furto.

Le indagini condotte dai finanzieri del Gruppo di Gioia Tauro ha permesso di scoprire le attività criminali del gruppo, che curava la coltivazione e lo spaccio di marijuana. L’indagine ha origine nel giugno 2021, quando un elicottero della Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Lamezia Terme ha individuato una vasta piantagione di marijuana, situata su un terreno demaniale di Gioia Tauro, nei pressi del termovalorizzatore. I finanzieri intervenuti sul posto hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro 1.219 piante di cannabis e 14 kg di infiorescenze, per un totale di 795,95 kg di marijuana.

Le indagini hanno consentito di ricostruire come la piantagione fosse irrigata tramite un sofisticato sistema “a goccia”, costantemente vigilata dagli indagati. Uno di questi, in particolare, si sarebbe recato giornalmente sul posto evadendo dagli arresti domiciliari disposti nei suoi confronti nell’ambito di altro procedimento penale, accedendovi attraverso la linea ferroviaria che costeggia il terreno. Alcuni tra gli indagati, inconsapevoli di essere monitorati dagli investigatori, nell’imminenza dell’intervento che ha portato al sequestro, hanno tentato di dileguarsi tra i campi del “Bosco di Rosarno” mentre altri si sono dati ad una spericolata fuga fra le trazzere, a bordo di un mezzo inseguito dalle auto della Guardia di Finanza. Fuga terminata con un rovinoso incidente. Altri soggetti, invece, hanno provato a distruggere le piantine dando fuoco alla piantagione e costringendo i Finanzieri sul posto a mettere in sicurezza dall’incendio il terreno e le coltivazioni nelle adiacenze.

Le indagini hanno consentito, inoltre, di individuare il luogo di deposito, di lavorazione ed essiccazione dello stupefacente dal quale gli indagati scambiavano foto, anche selfie, via WhatsApp. Sono state ricostruite decine di operazioni di spaccio tra Gioia Tauro e Livorno, effettuate anche in pieno giorno ed in zone perfino frequentate da bambini.






Questo è un articolo pubblicato il 14-06-2022 alle 12:57 sul giornale del 15 giugno 2022 - 109 letture

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