Lo Duca: "Falsi i bilanci approvati dal comune di Cosenza e la Regione Calabria ha omesso il controllo di legittimità"

14' di lettura 02/03/2021 - Ospitiamo l'avv. Rocco Piergiorgio Lo Duca, Vicepresidente Nazionale del Dipartimento Legalità e Giustizia della Democrazia Cristiana Italiana che, con una sua lettera e secondo un suo personale giudizio, denuncia gravissime violazioni da parte del comune di Cosenza e della Regione Calabria

Questo é il testo dell' email PEC che ho inviato a tre Procure della Repubblica: Catanzaro, Salerno e Perugia.


Oggetto: gravissime e plurime violazioni di legge perpetrate ai danni del Popolo Italiano


Io sottoscritto, avv. Rocco Piergiorgio Lo Duca, anche nella mia qualità di Vicepresidente Nazionale del Dipartimento Legalità e Giustizia della Democrazia Cristiana Italiana, giusta nomina, ai sensi dello statuto vigente, conferita dal Segretario politico Nazionale della Democrazia Cristiana, Dott. Angelo Sandri, prot. n. 15/2021, Territoriali D.C., del 6.2.2021, con il presente atto:

A) per denunciare e specificamente contestare, ancora una volta, che:

1) non è stata perseguita, né dichiarata la falsità dei bilanci, ex art. 1, comma 460, legge n. 232/2016 e art. 7, l.r. della Calabria n. 21/1990, approvati dal Comune di Cosenza, così come, sui medesimi falsi bilanci comunali, è stato omesso il controllo di legittimità della Regione Calabria, ex art. 126, 130 e 133 T.U.E.L.; e, tanto, peraltro, quanto meno, perché, a monte delle delibere falsamente assunte dal Comune di Cosenza, v’è, senz’altro, un contratto di diritto privato che l’Arcivescovo della Diocesi di Cosenza-Bisignano, Mons. Francescantonio Nolè ha specificamente disconosciuto di aver mai sottoscritto, come in effetti non ha mai sottoscritto e, tale atto è ancora produttivo di effetti giuridici a valere sul progetto nazionale delle periferie di cui al D.P.C.M. 25.5.2016;

2) è stato quindi omesso lo scioglimento del Consiglio Comunale di Cosenza, sia ex art. 141 TUEL, per violazione di nome di finanza pubblica (art. 1, comma 460, legge n. 232/2016, art. 7, l.r. della Calabria n. 21/1990) sul vincolo di spesa relativo all’utilizzo degli oneri per opere di urbanizzazione primarie e secondarie, sia ex art. 143 TUEL, per mafia, non fosse altro che agli atti del progetto preliminare (cfr. Delibera di Giunta Comunale n. 26 del 29.8.2016), a valere sul progetto nazionale delle periferie di cui al D.P.C.M. 25.5.2016 è finanche falsamente riportato un cofinanziamento privato di € 2.000.000,00 (mai sottoscritto dalla Curia Cosentina), poi a progetto definitivo (di cui alla delibera di Giunta n. 130 del 24.7.2018), falsamente “ridotto” nella complessiva somma di € 1.030.000,00, che nella realtà avrebbe dovuto coprire il complessivo costo di circa € 519.000,00, quale somma effettivamente stimata come sufficiente e necessaria dalla Parrocchia San Giuseppe Sposo di Maria e la Diocesi di Cosenza Bisignano all’atto del deposito dell’istanza 30.6.2015, per la realizzazione di un oratorio parrocchiale, a valere sull’art. 7, l.r. della Calabria n. 21/1990, ovvero, sul vincolo di spesa di cui all’art. 1, comma 460, legge n. 232/2016.

3) di conseguenza non è stata perseguita, né dichiarata la falsità dei bilanci adottati dalla Regione Calabria, sia in ordine alle false poste contabili rinvenienti dai falsi bilanci del Comune di Cosenza (sui quali, come detto, è stato omesso il controllo ex art. 126, 130 e 133 T.U.E.L.), sia in relazione alla contabilità per spesa sanitaria.

4) allo stesso modo, è stato quindi omesso lo scioglimento del Consiglio della Regione Calabria e la rimozione del suo Presidente ex artt. 126 e 119 cost., nonostante proprio l’applicazione dall’art. 126 cost. dovesse risultare doverosa (cfr. Corte Costituzionale, sentenza n. 196 del 5 giugno 2003 e n. 68 del 26 febbraio 2010), ovvero, senza alcun margine di discrezionalità di richiesta del Presidente del Consiglio al Presidente della Repubblica, ex artt. 51 l. 10.2.1953, n. 62, specificamente in relazione alla disciplina di cui all’art. 17 della legge delega n. 42, del 5.5.2009, a mente del quale: “tra i casi di grave violazione di legge di cui all’art. 126, primo comma, della Costituzione, rientrano le attività che abbiano causato un grave dissesto nelle finanze regionali”, non fosse altro che nel decreto legge 10 novembre 2020, n. 150, convertito con la legge 30 dicembre 2020, n. 181 «Misure urgenti per il rilancio del servizio sanitario della regione Calabria e per il rinnovo degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario.» (GU n. 323 del 31-12-2020), si legge che è lo stesso Parlamento Italiano che non ha alcuna contezza dell’ammontare del gravissimo dissesto in cui sicuramente versa la Regione Calabria, anche per spesa sanitaria, (cfr. art. 2, commi 4, 5 e 6) e, piuttosto che applicare gli artt. 119 e 126 della Costituzione della Repubblica, ovvero, gli artt. 51, 52, 53, 54, l. 10.2.1953, n. 62 (di modo che il Presidente della Repubblica provvedesse alla nomina di tre commissari), ha illegalmente omesso di sciogliere il Consiglio Regionale della Calabria (persino dinanzi alla premorienza del suo Presidente, notoriamente deceduto il 15.10.2020), come precisamente si legge ancora all’art. 8, esattamente rubricato “ Rinnovo degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario”, ove non è previsto alcun riferimento abrogativo, ovvero, di semplice richiamo alla legge n. 66/1953, stabilendo testualmente: “Limitatamente all'anno 2020, considerato il quadro epidemiologico complessivamente e diffusamente grave su tutto il territorio nazionale a causa dell'evolversi della situazione epidemiologica ((e del carattere)) particolarmente diffusivo del contagio, in deroga a quanto previsto dall'articolo 5, comma 1, della legge 2 luglio 2004, n. 165, le elezioni degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario, anche già scaduti, o per i quali entro il 31 dicembre 2020 si verificano le condizioni che ne rendono necessario il rinnovo, ((hanno luogo non prima del novantesimo e non oltre il centocinquantesimo giorno successivo alla data in cui si sono verificate le circostanze che rendono necessario il rinnovo ovvero nella domenica compresa nei sei giorni ulteriori)).

2. Fino alla data dell'insediamento dei nuovi organi elettivi, il Consiglio e la Giunta in carica continuano a svolgere, secondo le specifiche disposizioni dei rispettivi Statuti, compiti e funzioni nei limiti previsti e in ogni caso a garantire ogni utile iniziativa, anche legislativa, necessaria a far fronte a tutte le esigenze connesse all'emergenza sanitaria.”; ossia, decretando il 10.11.2020, esattamente ciò che il Consiglio dei Ministri ha anticipato in data 9.11.2020 col proprio comunicato stampa n. 74, ove si legge, precisamente, che “Fino alla data dell’insediamento dei nuovi organi elettivi, il Consiglio e la Giunta in carica continuano a svolgere, secondo le specifiche disposizioni dei rispettivi Statuti, compiti e funzioni nei limiti previsti e in ogni caso a garantire ogni utile iniziativa, anche legislativa, necessaria a far fronte a tutte le esigenze connesse all’emergenza sanitaria. Le disposizioni integreranno il contenuto del decreto-legge recante “Misure urgenti per il rilancio del servizio sanitario della Regione Calabria”, già approvato dal Consiglio dei Ministri.”;

a) ciò comprovatamente posto, è evidente allora come, la gestione dell’emergenza sanitaria dichiarata il 31.1.2020 sia stata solo apparente e proprio la scappatoia che ha permesso l’adozione di numerosi altri atti e deliberati falsi, come pure sono tutti gli scostamenti di bilancio, sin qui, approvati ad ogni livello, dal locale al nazionale, in ogni caso, si rilevi come a nulla possano valere gli atti di alta amministrazione e non, posti in essere successivamente al prodursi dello stato di dissesto in parola (non solo della sanità calabrese, di cui, comunque, anche il Parlamento dimostra di avere esatta contezza in data 30 dicembre 2020, allorquando, approva la legge n. 181, di conversione del decreto legge 10 novembre 2020, n. 150 - cfr. art. 2, commi 4, 5 e 6) che nessuno, venendo meno anche e sicuramente agli obblighi di cui agli artt. 119 e 126 cost (in relazione all’art. 17 della richiamata legge n. 42, del 5.5.2009, nonché alla speciale disciplina di scioglimento dei consigli regionali, cui alla legge n. 66/1953, tutt’ora vigente), ha inteso rilevare e, dunque, non valgono ad eliminare qualsiasi responsabilità, il D.P.C.M. del 3.11.2020, emanato dal Presidente del Consiglio, Prof. Giuseppe Conte, e rubricato “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 maggio 2020, n. 35, recante «Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19», e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, recante «Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19». (20A06109) (GU Serie Generale n.275 del 04-11-2020 - Suppl. Ordinario n. 41);

b) e ciò, a maggior ragione, se solo si consideri che, in data 15.7.2020, il Ministero degli Interni archiviava la richiesta che il sottoscritto avvocato inoltrava già con pec del 27.6.2019, onde attivare il controllo straordinario di legittimità di cui all’art. 138 T.U.E.L., e dichiarare la nullità delle delibere del Consiglio Comunale di Cosenza, approvate in violazione dall’art. 1, comma 460, legge n. 232/2016 e art. 7, l.r. della Calabria n. 21/1990, mentre, al contempo, in data 10.7.2020, l’Arcivescovo della Diocesi di Cosenza-Bisignano, Mons. Francescantonio Nolè, tramite il sottoscritto avvocato, aveva già inoltrato via pec apposita istanza ex art. 252 T.U.E.L. (anche per gli obblighi di cui al comma 5 della medesima disposizione di legge) ai Commissari liquidatori del Comune di Cosenza, nominati con Decreto del Presidente della Repubblica del 31.1.2020, ex medesimo art. 252 T.U.E.L., su proposta del Ministro degli Interni;

c) allo stesso modo del D.P.C.M. del 3.11.2020, si consideri l’ordinanza del 4.11.2020, emessa immediatamente dopo dal Ministro della Salute Roberto Speranza, e rubricata “Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19” (20A06144) (GU Serie Generale n.276 del 05-11-2020); d) ciò, evidentemente, ha permesso che, in data 30.11.2020, il Presidente F.F., Nino Spirlì adottasse il decreto il n. 135, “di indizione delle elezioni del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale, ai sensi dell’art. 1 bis della L.R. 7 febbraio 2005, n. 1 e s.m.i.” che, di fatto, inutilmente si sostituiva a quello del Presidente della Repubblica di cui all’art. 126 cost., disposizione, finanche, richiamata nel medesimo decreto Spirlì in relazione alla premorienza del Presidente Santelli, e rimasta solo apparentemente applicata, ovvero, esplicitamente disapplicata, per espressa ammissione del Presidente F.F. Nino Spirlì; e) stessa cosa dicasi in ordine all’inutilità della delibera del Consiglio dei Ministri del 7.10.2020, mediante la quale pure venivano disapplicati gli artt. 119 e 126 cost. e, per l’appunto, prorogato lo stato di emergenza dichiarato ex art. 24, comma 3, d.lgs. n. 1 del 2018, norma entrata in vigore con la direttiva (UE) 2020/739 del 3 giugno 2020, recepita dal d.l. 7 ottobre 2020, n. 125 “Misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 e per la continuita' operativa del sistema di allerta COVID, nonche' per l'attuazione della direttiva (UE) 2020/739 del 3 giugno 2020. (20G00144) (GU Serie Generale n.248 del 07-10-2020)”, convertito con modificazioni dalla L. 27 novembre 2020, n. 159 (in G.U. 03/12/2020, n. 300); f) si verifichi che i suddetti atti hanno permesso, poi, che in data 30.12.2020, il Parlamento Italiano approvasse la legge n. 178, rubricata “Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023.” (20G00202) (GU Serie Generale n.322 del 30-12-2020 - Suppl. Ordinario n. 46); Ebbene, nel ricordare a me stesso che ai sensi dall’art. 101 cost. “la giustizia è amministrata in nome del popolo” e che “ i giudici sono soggetti soltanto alla legge” che sia stata adottata nel rispetto della Costituzione della Repubblica, e che, ai sensi dell’art. 96 cost. “Il Presidente del Consiglio dei Ministri ed i Ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale.”, si verifichi pure che, ancora una volta:

1) in data 13 gennaio 2021 il Consiglio dei Ministri ha nuovamente deliberato la “Proroga dello stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili.” (21A00227) (GU n.15 del 20-1-2021);

2) in data 23.2.2021, è stato adottato il decreto legge n. 15, rubricato “Ulteriori disposizioni urgenti in materia di spostamenti sul territorio nazionale per il contenimento dell'emergenza epidemiologica da COVID-19”. (21G00024) (GU Serie Generale n.45 del 23-02-2021) 3) in data 12 febbraio 2021, è stato adottato il decreto legge n. 12 , rubricato “Ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento dell'emergenza epidemiologica da COVID-19.” (21G00016) (GU Serie Generale n.36 del 12-02-2021); 4) In data 22.2.2020, come si legge dal relativo comunicato n. 2, il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini, ha esaminato 30 leggi delle Regioni e delle Province autonome e ha deliberato di non impugnare, testualmente: “9. la legge Regione Calabria n. 30 del 30/12/2020, recante “Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio di cui all’articolo 73, comma 1, lettera e), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118”; 10. la legge della Regione Calabria n. 34 del 30/12/2020, recante “Legge di stabilità regionale 2021”; 11. la legge della Regione Calabria n. 35 del 30/12/2020, recante “Bilancio di previsione finanziario della regione Calabria per gli anni 2021-2023”; B) ovvero, proprio onde rimettere alle Procure in intestazione le copie informatiche degli originali dei file eml delle ricevute di accettazione e consegna delle pec identificativi messaggi, rispettivamente, opec2941.20210301173117.04172.181.1.69@pec.aruba.it, opec2941.20210301174215.05604.185.1.68@pec.aruba.it, opec2941.20210301175403.02631.256.1.63@pec.aruba.it, inoltrate in data odierna, dall’indirizzo di posta elettronica certificata in uso al sottoscritto avvocato (avv.loduca@pec.it), all’indirizzo di posta elettronica certificata (CS1380000p@pec.gdf.it) in uso alla Guardia Di Finanza Comando Regionale della Calabria - Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Cosenza: 1) onde fornire ulteriori informazioni utili all’accertamento della verità in relazione al proc. pen. n. 4318/20 di r.g.n.r., mod. 44, in essere presso la Procura di Cosenza, in ordine a “ATTO DI DENUNCIA-QUERELA – CONTROLLO DI LEGITTIMITA’ STRAORDINARIO DEL GOVERNO – ART. 138 T.U.E.L. (ANNULLAMENTO DELIBERE CONSIGLIO COMUNALE DI COSENZA – FALSI IN BILANCIO)”, datato 12.5.2020, in ragione del quale il sottoscritto avvocato è stato sentito (giusto invito a presentarsi notificato alla Sig.ra Giuliana Spadafora con atto del 20.2.2021, prot. n. 59203) a sommarie informazioni nelle date del 20 (unitamente alla Sig.ra Giuliana Spadafora) e del 22 febbraio 2021, dai Sigg.ri Antonio Martino e Massimo Lorenzi, in forza al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Cosenza della Guardia di Finanza -Comando Regionale della Calabria; 2) ovvero, onde pure provvedere alla formalizzazione del deposito dell’ultimo esposto denuncia inoltrato con numero due pec del 18.2.2021, identificativi messaggi, rispettivamente, opec2941.20210218105046.03525.829.1.67@pec.aruba.it e opec2941.20210218105453.04999.867.2.69@pec.aruba.it, dall’indirizzo di posta elettronica certificata in uso al sottoscritto avvocato (avv.loduca@pec.it), agli indirizzi di posta elettronica certificata in uso presso le Procure di Perugia e Roma (procuratore.procura.perugia@giustiziacert.it; dda.procura.perugia@giustiziacert.it; dirigente.procura.perugia@giustiziacert.it; procuratore.procura.roma@giustiziacert.it; prot.procura.roma@giustiziacert.it; dda.procura.roma@giustiziacert.it; dirigente.procura.roma@giustiziacert.it) Vorrete immediatamente prendere atto della gravissima disapplicazione della Costituzione della Repubblica Italiana, di conseguenza, della importante sospensione dello Stato di Diritto e dello Stato Sociale, per comprovati fatti di mafia. Attesa l’impellenza di risolvere la pericolosissima situazione ampiamente rappresentata, sin qui, senza alcun esito positivo per la Giustizia (lo Stato di Diritto) e il Popolo Italiano (lo Stato Sociale), con il presente intervento, sono a richiedere, ancora una volta, espressamente, che la Magistratura requirente voglia determinarsi per l’azione penale nei confronti di tutti i responsabili delle condotte penalmente rilevanti, dal sottoscritto avvocato precisamente descritte, oltre che ampiamente comprovate, all’uopo, riservando, espressamente, la costituzione di parte civile nell’istaurando procedimento e richiedendo di essere notiziato dell’eventuale denegata ipotesi di archiviazione delle indagini, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 408 c.p.p. Sono, altresì, a chiedere, di essere, sin d’ora, pure sollecitamente autorizzato ad accedere ai fascicoli dei procedimenti in parola, onde poter prendere visione e estrarre copia integrale dei relativi atti, che, in ogni caso, chiedo di poter ricevere in modalità telematica, presso il mio indirizzo di posta certificata avv.loduca@pec.it, pure dichiarandomi disponibile ad anticipare il costo dei relativi diritti che vorranno cortesemente essermi indicati unitamente alla modalità di pagamento.

Distinti saluti

Avv. Rocco Piergiorgio Lo Duca
Vice Segretario Nazionale - Dipartimento Legalità e giustizia della Democrazia Cristiana






Questo è un articolo pubblicato il 02-03-2021 alle 23:59 sul giornale del 03 marzo 2021 - 99 letture

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